Vogliamo un piano per la mobilità sostenibile in area vasta

L’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia Europea per l’insufficiente risposta allo smog, in particolare la mancata attuazione della normativa sulla riduzione del particolato (il Pm10, le cosiddette polveri sottili, causate dal consumo di energia elettrica e dal riscaldamento, dai trasporti, dall’industria e dall’agricoltura).
Pisa in questo quadro può dichiarare di avere fatto politiche che hanno portato alla riduzione delle emissioni di CO2, ma la presenza di polveri sottili e inquinanti nell’aria, rilevati dalle centraline di monitoraggio ARPAT situate in Piazza del Rosso (Lungarno Buozzi imbocco Via del Borghetto) e ai Passi hanno segnalato diversi sforamenti dei limiti fissati dall’Organizzazione Mondiale di Sanità, che individua in livelli più alti pericoli per la salute. Peraltro denunciamo il fatto che le centraline di monitoraggio dell’aria volute dal consiglio comunale pisano per tenere sotto controllo la situazione di porta a Mare e Riglione non sono mai state realizzate.
Ma non occorre rifarsi ai dati, pur necessari: è l’esperienza quotidiana della città, che ognuno di noi è in grado di fare, a lanciare l’allarme. Pisa è quotidianamente assediata dagli autoveicoli privati. In ingresso in città dalla FI-PI-LI ogni anno arrivano più di 7 milioni di autoveicoli. Senza contare le vie di accesso da nord e da Via del Brennero – San Giuliano. Ogni giorno la città viene invasa dal traffico veicolare privato con un sensibile peggioramento della qualità della vita in termini di inquinamento atmosferico, rumore e degrado del panorama urbano. L’Italia solo all’inizio del 2018 ha licenziato una legge per incentivare l’uso della bicicletta, ma sono ancora assolutamente insufficienti gli investimenti sui trasporti ecologicamente sostenibili, su ferro. A Pisa il People Mover rischia di rimanere un’opera a servizio dell’aeroporto, ma totalmente sconnessa dalla viabilità urbana.
Occorre un cambio di passo, radicale. Gli investimenti previsti per la tangenziale Nord Est devono trovare nuove destinazioni, a partire dalla elaborazione di un piano strategico di mobilità sostenibile dell’area vasta. Bisogna intercettare il traffico di ingresso in città all’origine, rendere il TPL vantaggioso e competitivo con il mezzo privato. Non può essere competitivo un servizio che garantisce il trasporto degli studenti la mattina e al rientro da scuola. Devono essere coinvolte le Ferrovie dello Stato perché si possano utilizzare le tratte Livorno-Pisa-Lucca-Viareggio come metropolitane di superficie in integrazione con una rete tranviaria da studiare. Occorre fare una battaglia per il declassamento della A12 nella tratta Migliarino Pisa per dirottare tutto il traffico da nord in direzione Ospedale Cisanello su quella che è già una tangenziale naturale della città.
Simonetta Ghezzani
candidata sindaca di Sinistra Italiana

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