Caporalato in Alta Val di Cecina: interrogazione parlamentare di Nicola Fratoianni.

Un’interrogazione parlamentare a firma di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e membro del gruppo parlamentare di LEU, è stata presentata il 6 febbraio con il codice 4-02183L’atto è rivolto al ministero del Lavoro e della Sviluppo Economico, al ministero dell’Interno e a quello delle politiche agricole ed è stato delegato a rispondere il dicastero di Luigi Di Maio. Chiaramente, ci auguriamo che la risposta arrivi presto e sia chiara.

Il dispositivo riprende l’inchiesta sul caporalato a Monteverdi Marittimo e Pomarance che aveva portato ad arresti da parte dei carabinieri del nucleo dell’ispettorato del lavoro. Quella del caporalato non è una vicenda che possiamo ascrivere solo al Mezzogiorno d’Italia ed è proprio per questo che l’interrogazione mira a comprendere, a beneficio delle comunità di quel comprensorio, se la rete del lavoro agricolo di qualità sia stata effettivamente attivata sul nostro territorio, se la commissione CISOA provinciale sia materialmente all’opera. Parliamo degli strumenti previsti dalla legge 199/2016 e che tentano di prevenire e contrastare il lavoro sommerso in agricoltura. Tale chiarimento è essenziale per rendere giustizia alle imprese, ai lavoratori e alle lavoratrici del territorio, che si impegnano con onestà, dignità e serietà, assieme ad istituzioni e organizzazioni sociali come la Flai Cgil. Allo stesso tempo, il fatto che di tali episodi di caporalato siano rimaste vittime migranti chiarisce il fatto che l’applicazione della Legge Salvini aumenterà in modo imprevedibile il numero di immigrati che, abbandonati in mezzo a una strada senza alcuna prospettiva, rischiano di diventare manodopera a costo zero. Le condizioni in cui erano sfruttate queste persone a Monteverdi e Pomarance parlano da sé: era vero e proprio sfruttamento, autentica schiavitù, indegna per qualsiasi essere umano. Questi sono i risultati del combinato disposto tra l’assenza di tutele nel lavoro ed una gestione disumana dei flussi migratori. Serve l’intermediazione pubblica in agricoltura, l’attivazione effettiva delle rete per il lavoro agricolo di qualità, l’attivazione sociale delle parti in causa nei nostri comprensori. Bisogna lottare contro le nuove schiavitù, per un lavoro tutelato e dignitoso.

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