Pisa: diritto di manifestare, antiproibizionismo, Canapisa, dibattito in Consiglio Comunale.

Una recente inchiesta giornalistica (Seconda Cronaca) ha documentato la crescita dello spaccio di eroina e cocaina nella città di Pisa, le morti per overdose, il convergere di acquirenti anche dalle altre provincie. Nel diagramma sui flussi e intermediari del traffico figurano sia ‘ndrangheta che camorra, e non è certo una novità che la criminalità organizzata si faccia d’oro nel traffico delle droghe pesanti. Chi amministra una città dovrebbe farsi carico del problema, con tutte le ricadute sociali, di salute e di sicurezza, anche su minorenni.

Ai Sindaci non competono certo poteri di polizia, ma le autorità locali possono essere strumenti di sensibilizzazione, e sono tenute a collaborare per quanto loro compete con chi è professionalmente deputato al contrasto del traffico e dello spaccio. Con la crisi economica e il crescente disagio sociale i consumi sono cresciuti, i profitti dei trafficanti sono alle stelle. In molti paesi del mondo, constatato il fallimento della opzione proibizionistica, si prende in considerazione la depenalizzazione delle droghe leggere, hashish e mariuana, proprio per togliere ai trafficanti una fetta di mercato e l’aggancio, tramite le droghe leggere, con i consumatori di queste ultime. Si consente inoltre l’uso della cannabis a scopo terapeutico. Invece a Pisa l’amministrazione leghista non contempla politiche positive di contrasto a traffico e spaccio, e si preoccupa solo di Canapisa, la manifestazione che propone, una volta l’anno, i temi antiproibizionisti.  

La libertà di manifestazione non è un optional, ma un cardine irrinunciabile della democrazia costituzionale, e non può essere sottoposta a limitazioni se non nell’ambito della legge. Il teatrino della politica locale che viene messo in atto, con gli infiammati comunicati del deputato Ziello contro un assessore della sua stessa maggioranza che aveva incautamente promosso un sondaggio su Facebook risoltosi a favore di Canapisa, il sindaco Conti che minaccia una contromanifestazione da lui guidata, che peraltro potrebbe come il sondaggio ritorcerglisi contro, stanno ad indicare che per l’ennesima volta questa Giunta sceglie la politica di facciata e nemmeno considera quanto invece servirebbe alla sicurezza sostanziale della vita dei cittadini pisani. La pretesa, in violazione del regolamento consiliare, di approvare forzosamente a seduta del consiglio comunale terminata una mozione “urgente” contro Canapisa, il tentativo, non riuscito, di tacitare chi giustamente, come il consigliere Auletta e l’opposizione, protestava, e addirittura espellerlo di peso sono le conseguenze di queste scelte politiche sbagliate e di un metodo costantemente prevaricatorio e insieme inconcludente. Siamo solidali con l’opposizione consiliare di sinistra e con chiunque contrasti i metodi antidemocratici, e condividiamo la richiesta di dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale.

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