Diritti e dignità contro ogni caporalato: ne parliamo a Volterra il 15 marzo.

Dopo l’interrogazione parlamentare di Nicola Fratoianni alla Camera dei Deputati, vogliamo tenere alta l’attenzione su un fenomeno che rischia di passare sotto silenzio. Come riportato dalla FLAI Cgil, infatti, è doveroso tenere alta l’attenzione: i primi episodi di caporalato nella nostra provincia, ascrivibili al comprensorio dell’Alta Val di Cecina, sono un pessimo segnale. Proprio per questo vogliamo mettere a disposizione delle organizzazioni sociali e sindacali, delle forze politiche, delle istituzioni, delle cittadine e dei cittadini, un momento di confronto pubblico. Lo svolgeremo venerdi’ 15 marzo alle ore 17:00 presso il circolo ARCI Casa del Popolo Borgo San Giusto di Volterra.

Abbiamo scelto questo luogo di aggregazione ed incontro poiché si tratta di uno degli spazi ARCI che, con complicazioni ma anche generosità e voglia di impegnarsi, ha tolto le slot machines dai propri luoghi, che ora ospitano una bella biblioteca popolare NoSlot. Abbiamo chiesto ospitalità presso questo luogo proprio per dare centralità a questa scelta, che tanti circoli della nostra provincia fanno con caparbietà.

L’iniziativa pubblica vedrà la presenza di un* esponente del comitato locale “Peppino Impastato” di Libera Volterra. Dialogheranno con i presenti Roberto Iovino (FLAI CGIL nazionale, Osservatorio Placido Rizzotto) e Giovanni Paglia (Sinistra Italiana, segreteria nazionale).

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Qui evento facebook di riferimento.

Sanità pubblica e diritto alla salute in Alta Val di Cecina e a Volterra: a che punto siamo? Proponiamo una discussione.

Abbiamo recepito con preoccupazione le notizie che le assemblee pubbliche ultime indette dal Comune di Volterra hanno avuto modo di rilevare: nell’incontro con le mamme dell’Alta Val di Cecina e gli operatori sanitari del territorio, è stato rilevato come la piena ed efficace attuazione del protocollo sul servizio pediatrico siglato in agosto 2018 tra sindaci, ASL e Regione Toscana sia ancora da prodursi. Emergono criticità, in particolare, circa il mantenimento dei servizi pubblici, la garanzia per disporre nel fine settimana della pediatria, una soluzione per rendere stabile una presenza nell’arco di tutta la giornata di personale medico nel presidio ospedaliero di Volterra. Condividiamo l’appello espresso dal sindaco Marco Buselli sul bisogno per i nostri concittadini e concittadine di implementare l’accordo con la Regione, anche a tutela dell’impegno degli operatori del presidio stesso, del centro di riabilitazione Auxilium Vitae e di tutta la vasta rete di lavoratrici e lavoratori del comparto. Confermiamo le riflessioni espresse durante la mobilitazione per il diritto alla salute e alla sanità pubblica in alta val di Cecina: della diminuzione dei fondi, specie pubblici (l’anno scorso la spesa pubblica in sanità riguardava il 6.7% sul prodotto interno lordo nazionale, che diventa 8.9 con la somma della spesa privata, in aumento rispetto a quella pubblica), ne fanno le spese i cittadini tutti, che vedono ridursi ancora di più la possibilità di accesso alle cure. Ci sarebbe bisogno invece di incentivare le risorse e l’efficacia, per affrontare un contesto la cui popolazione invecchia. È necessario investire risorse territoriali nel sistema socio-sanitario, nella medicina generale, nelle attività consultoriali. Avremmo bisogno di ripartire da un piano di prevenzione in salute, sui luoghi di lavoro, a scuola, sugli stili di vita, ancorato ai nostri comprensori infra-provinciali e alle reti di Comuni. Continuiamo, invece, a vivere in una sanità che, anche nei nostri territori, arranca dietro tagli proposti coi nomi rassicuranti di ‘appropriatezza’ o ‘razionalizzazione’. Gli operatori, spesso con rapporti di lavoro precario e dall’età media fra le più alte d’Europa, sono lasciati soli: manca il turnover, non si rispettano i turni di riposo. Costruire politiche alternative è quindi possibile a partire dalle vertenze dei nostri territori, come in alta val di Cecina: per questo Sinistra Italiana conferma il suo impegno per provare ad unire esperti del settore, rappresentanti di organizzazioni sociali e sindacali, amministratori, forze politiche. Abbiamo chiesto ed ottenuto che il gruppo Sì Toscana a Sinistra (Paolo Sarti, in particolare, medico e consigliere regionale della Toscana) assumesse tali preoccupazioni con una interrogazione in consiglio regionale funzionale a fare chiarezza, per affrontare con serietà i problemi e definire le opportunità di sviluppo delle tutele della salute nei nostri Comuni.

Pisa: una settimana antirazzista contro la legge (in)sicurezza! #indivisibili

Come Sinistra Italiana – provincia di Pisa abbiamo aderito convintamente alla serie di mobilitazioni antirazziste promosse da parti sociali e politiche della nostra città sotto la parola d’ordine #indivisibili. Nell’ottobre del 2018 decine di migliaia di cittadine e cittadini tedeschi sono scesi in piazza, a Berlino, proprio con questo motto, dopo violenze di matrice razzista e neo-nazista. Solidarietà contro esclusione, democrazia contro chiusura neo-nazionalista. Riprendere tale ispirazione è decisivo per costruire piattaforme convincenti affinché diversi pezzi sociali e politici possano tornare a tessere un’agenda di alternativa.

Ecco il programma delle iniziative pisane:

3 Febbraio, ore 13, Pranzo Sociale verso il Carnevale Antirazzista #Indivisibili, circolo ARCI Alberone

6 Febbraio, ore 21, Cineforum- E Respirare Normalmente 
Palazzo Ricci, via Santa Maria 8

8 Febbraio, dalle ore 9 alle 11, CAMBIAMENTI CLIMATICI E MIGRAZIONI, Sesto sciopero #fridaysforfuture
Piazza XX Settembre, davanti il Palazzo del Comune

9 Febbraio, ore 17, Una piazza antirazzista Pisa #indivisibili
Piazza XX Settembre, davanti il Palazzo del Comune

10 Febbraio, ore 20.30, SERATA DI Arte Migrante Pisa,via Garibaldi 33


Caporalato in Alta Val di Cecina: è urgente una risposta politica.

Un triste primato per la nostra provincia e per il comprensorio della Val di Cecina. Come da recenti notizie di stampa, i carabinieri del Nucleo dell’Ispettorato del Lavoro hanno condotto in porto lunghe indagini, al termine delle quali hanno denunciato due imprenditori agricoli per «sfruttamento delle condizioni di bisogno personali dei lavoratori» e per sfruttamento di manodopera clandestina. Gli sfruttati in questione erano braccianti provenienti da Paesi non comunitari, costretti a svolgere sino a 12-14 ore di lavoro al giorno, senza tutele, senza alloggi dignitosi. Pulivano stalle, raccoglievano frutta. Dormivano in stalle, nei territori dei Comuni di Monteverdi Marittimo e Pomarance. Uno dei braccianti sfruttati era stato reclutato in provincia di Livorno, in un centro di accoglienza per rifugiati. Abbiamo allertato, su tale vicenda, il segretario nazionale di Sinistra Italiana, deputato Nicola Fratoianni. Auspichiamo che l’aumento del personale messo a disposizione degli ispettorati del lavoro e dell’INPS, annunciato dal ministro Di Maio, produca i suoi effetti in termine di prevenzione e controllo. Ha ragione la deputata Cenni (PD): sostenere le imprese che erogano lavoro dignitoso in agricoltura è decisivo ed importante. Allo stesso tempo, tuttavia, è decisivo il controllo del territorio da esercitare con la mobilitazione delle organizzazioni sociali. La legalità democratica si salva quando si conferisce a tutti i lavoratori e le lavoratrici, anche se occasionali, del comparto agricolo parità di accesso alle offerte lavorative, tutele e dignità. Rileviamo che, ancora una volta, Ziello e la Lega hanno perso una buona occasione per dire qualcosa di sensato, preferendo il solito e ormai stucchevole assalto all’immigrazione. Come abbiamo proposto in molti consigli regionali, solo un sistema di collocamento pubblico impedisce ai cosiddetti “caporali” di reclutare, organizzare e trasportare forza lavoro sfruttata. Combattere lo sfruttamento, infatti, fa bene a tutta la società, integra nel comparto agricolo operatori tutelati e produce effetti positivi sul territorio. È possibile migliorare le forme di intermediazione pubblica, moltiplicare le intese tra Regione, Guardia di Finanza ed INPS, in modo tale che la filiera dell’agroalimentare non presenti nuove forme di schiavismo e che tali dispositivi migliori l’efficacia della legge contro il caporalato, attualmente non applicata in modo rigoroso ed uniforme sul territorio. Ringraziamo le forze dell’ordine e gli inquirenti per questa importante attività di controllo della legalità, esercitata con rigore e discrezione. Auspichiamo che le forze produttive della Val di Cecina, i tanti imprenditori coscienziosi e onesti, le istituzioni locali, le organizzazioni politiche e sociali vogliano esprimere parole chiare, contro il caporalato, per il lavoro buono e dignitoso.

Pisa, scuole Agazzi: difendiamo la scuola e i servizi educativi.

Quando è emerso, al momento delle preiscrizioni, e a pochi giorni dalla scadenza dei termini, che la scelta per la classe dei tre anni della Scuola materna Agazzi era stata semplicemente, senza preavviso alcuno, tagliata, a difesa di quella Scuola, e dei diritti delle famiglie è nata rapidamente una mobilitazione, con assemblee indette dal Comitato di Quartiere dei Passi, e con la presenza della Rsu del Comune, dell’associazionismo produttivo, del Comitato di Gestione della Scuola stessa. Questa difesa della Scuola Agazzi, che perdendo una prima classe potrebbe essere condotta negli anni a ridursi o chiudere, nasce dal riconoscimento assai diffuso del valore educativo di quella esperienza, dal fornire un servizio esteso nell’arco della giornata, dall’essere la Scuola in un edificio e contesto favorevole, e in quartiere di periferia che come altri rischia di essere ulteriormente deprivato. Strada facendo, la mobilitazione ha avuto anche il sostegno del Coordinamento cittadino dei comitati di quartiere.  
Irremovibile però è apparsa, malgrado l’atteggiamento costruttivo di chi si è mobilitato, la Assessora Cardia, che, incalzata, e rimanendo del tutto chiusa alle proposte, prima tra tutte di rinviare il provvedimento di un anno, per meglio studiare i rimedi, ha finito per evidenziare che il vero motivo è banalmente economico, cioè sollevare il bilancio comunale dalla spesa di personale necessaria. Non sono più bloccate le assunzioni, ma si preferisce assumere solo ed esclusivamente in un settore. Dunque un ulteriore provvedimento di austerità contro le necessità delle giovani famiglie, un impoverimento di esperienze preziose che invece dovrebbero essere continuate, mancato sostegno alla occupazione e a servizi la cui efficienza è presupposto anche per la attrattività e quindi per la crescita produttiva della città. 
Nella giornata di ieri una delegazione del comitato era in Regione per verificare se vi fosse possibilità di un sostegno di quell’ente a favore di un progetto di continuità tra asilo nido e scuola materna (come avviene presso la Agazzi), quindi con l’obiettivo di portare qualcosa alla città, e una delegazione di genitori si incontrava con i capogruppo in Consiglio Comunale, alcuni dei quali hanno condiviso la richiesta di rinviare di un anno il provvedimento. Questo avrebbe richiesto una discussione in Consiglio Comunale, in urgenza, per poter stare nel termine del 31 gennaio. Messa ai voti in urgenza, la maggioranza leghista ha votato contro e questa discussione non si è potuta tenere. Nessuna urgenza ha voluto dire: nessun ascolto e nessun margine di accoglimento. 
La mobilitazione dei comitati e dei genitori prepara altre iniziative. La chiusura da parte di Sindaco e maggioranza leghista appare ancora più evidente e davvero curiosa se si considera che nel quartiere dei Passi (come in altri quartieri di periferia) al ballottaggio era stato proprio Conti a prevalere. Ma evidentemente non si vuole rispondere in positivo ai quartieri. La Amministrazione Conti sembra prediligere il non fare, o il disfare, piuttosto che governare attraverso una politica a favore di chi aveva dato loro mandato. Nelle assemblee popolari aperte nessun esponente leghista si è mai fatto vedere, anche solo per ascoltare o interloquire. 

Rotte dell’Europa, seconda tappa: lavoro, automazione, redistribuzione, reddito.

Il percorso Rotte dell’Europa a cura della federazione provinciale di Sinistra Italiana prosegue con una seconda tappa.

Dopo il dialogo su sovranità, democrazia e finanza, è la volta di un confronto pubblico relativo all’innovazione degli strumenti di produzione, al loro impatto nel contesto delle relazioni di lavoro e della distribuzione del reddito. L’appuntamento è per mercoledi’ 23 gennaio alle ore 21:15 presso i locali del circolo ARCI Rinascita in via del Borghetto 37/39 (Pisa). I relatori della serata saranno Mario Morroni e Simone D’Alessandro del dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, Sandra Burchi ricercatrice indipendente in sociologia, collaboratrice della redazione della rivista scientifica femminista DWF.

Pisa, la giunta decide l’uscita dalla rete READY. Sosteniamo la mobilitazione lanciata da ArciGay.

A seguito della decisione della giunta comunale di uscire dalla rete READY contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale, abbiamo deciso la sostenere la mobilitazione pubblica che vedrà un momento di piazza domani, martedi’ 13 novembre, alle ore 16 sotto il Comune di Pisa, piazza XX settembre! 

QUI la dichiarazione di sostegno alla mobilitazione del nostro segretario provinciale.