Geotermia: dalla vertenza locale alla strategia energetica eco-sostenibile. Iniziativa pubblica a Pomarance il 18 marzo.

Si svolgerà lunedì 18 marzo alle ore 17:15 presso il Teatro de Larderel a Pomarance l’iniziativa pubblica dal titolo “Geotermia, risorsa rinnovabile e sicura” organizzata da Sinistra Italiana. Prenderanno parte al dibattito la sen. Loredana De Petris (Sinistra Italiana), capogruppo LEU al Senato della Repubblica, Luca Aterini, direttore di GreenReport.it, Maurizio Brotini della segreteria regionale della CGIL Toscana e il prof. Alessandro Sbrana, docente in geologia, geochimica e geotermia presso l’Università di Pisa. L’iniziativa segue la messa a disposizione dei gruppi parlamentari della sinistra – come confermato dalla visita a Larderello della deputata Rossella Muroni, ex presidente nazionale di Legambiente – di un impegno perché i Comuni geotermici siano invitati ad audizioni presso le commissioni competenti di Camera e Senato. Confermiamo pertanto il nostro impegno al fianco della cittadinanza nel chiedere al governo di reinserire quegli incentivi pubblici alla geotermia che possono realmente valorizzare gli investimenti nel nostro territorio: a beneficio del lavoro, della tutela dell’ambiente, degli investimenti per una strategia energetica nazionale che mette al centro le fonti rinnovabili contro trivellazioni per idrocarburi fossili e contro grandi opere come la TAP.

Come forza politica ambientalista e di sinistra, crediamo che la decarbonizzazione sia un obiettivo serio e concreto da portare avanti: in tal senso, ogni possibilità di sviluppare al meglio le tecnologie e le ricerche dell’energia geotermica va sostenuta.Con un’interrogazione parlamentare (n. 4/01775) del nostro segretario nazionale, on. Nicola Fratoianni, abbiamo chiesto al governo – al momento, ancora senza alcuna risposta – per quale ragione il decreto Fer1 avesse optato per il taglio degli incentivi pubblici. Abbiamo condiviso la piazza di Larderello del 1* dicembre proprio perché le politiche pubbliche servono a sostenere ricerche, miglioramento delle tecnologie degli impianti, messa in sicurezza dell’ecosistema: una strategia intera e completa, della quale bisogna chiedere conto anche ad Enel, proprietaria di Enel Green Power. Nel piano di investimenti dell’azienda, infatti, ben 10,6 dei 16,5 miliardi di euro di investimenti sono previsti in rinnovabili e decarbonizzazione: quali le future scelte di Enel per il nostro territorio? Il silenzio prolungato di un attore centrale della produzione, che peraltro è azienda a capitale pubblico, inquieta. Il nostro obiettivo è una politica di investimenti pubblici di lungo periodo, per un lavoro di qualità, un ecosistema tutelato e sostenibile, un programma di fonti energetiche rinnovabili. Proprio con questo ragionamento abbiamo sostenuto e sosteniamo l’inserimento di un’agenda politica ambientale nel quadro di una lotta per il lavoro e contro le disuguaglianze. Avrà questo carattere il nostro sostegno ad una lista delle sinistre europee, antiliberiste ed ecologiste. Ha questo senso la nostra convinta adesione alle mobilitazioni Fridays for future, lanciate da tanti giovani a partire dalla sedicenne svedese Greta Thurnberg, sfociate nello sciopero globale contro il cambiamento climatico di venerdì 15 marzo, con tante piazze tra cui quelle pisane: lottare per la decarbonizzazione e lo sviluppo della geotermia, contro il TAP e le trivellazioni nel Mediterraneo e contro i pessimi investimenti in idrocarburi fossili sono aspetti di una stessa battaglia. Nelle linee di programma che Sinistra Italiana sosterrà nelle elezioni locali, ad esempio, c’è la richiesta ai candidati primi/e cittadini/e di aderire al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia (www.pattodeisindaci.eu): già a partire dalle politiche municipali è infatti possibile invertire la rotta. Ecco come, a nostro avviso, la nostra condivisione della vertenza locale per la salvaguardia della geotermia va di pari passo con l’impegno per una strategia energetica eco-sostenibile.

Diritti e dignità contro ogni caporalato: ne parliamo a Volterra il 15 marzo.

Dopo l’interrogazione parlamentare di Nicola Fratoianni alla Camera dei Deputati, vogliamo tenere alta l’attenzione su un fenomeno che rischia di passare sotto silenzio. Come riportato dalla FLAI Cgil, infatti, è doveroso tenere alta l’attenzione: i primi episodi di caporalato nella nostra provincia, ascrivibili al comprensorio dell’Alta Val di Cecina, sono un pessimo segnale. Proprio per questo vogliamo mettere a disposizione delle organizzazioni sociali e sindacali, delle forze politiche, delle istituzioni, delle cittadine e dei cittadini, un momento di confronto pubblico. Lo svolgeremo venerdi’ 15 marzo alle ore 17:00 presso il circolo ARCI Casa del Popolo Borgo San Giusto di Volterra.

Abbiamo scelto questo luogo di aggregazione ed incontro poiché si tratta di uno degli spazi ARCI che, con complicazioni ma anche generosità e voglia di impegnarsi, ha tolto le slot machines dai propri luoghi, che ora ospitano una bella biblioteca popolare NoSlot. Abbiamo chiesto ospitalità presso questo luogo proprio per dare centralità a questa scelta, che tanti circoli della nostra provincia fanno con caparbietà.

L’iniziativa pubblica vedrà la presenza di un* esponente del comitato locale “Peppino Impastato” di Libera Volterra. Dialogheranno con i presenti Roberto Iovino (FLAI CGIL nazionale, Osservatorio Placido Rizzotto) e Giovanni Paglia (Sinistra Italiana, segreteria nazionale).

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Qui evento facebook di riferimento.

Caporalato in Alta Val di Cecina: interrogazione parlamentare di Nicola Fratoianni.

Un’interrogazione parlamentare a firma di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e membro del gruppo parlamentare di LEU, è stata presentata il 6 febbraio con il codice 4-02183L’atto è rivolto al ministero del Lavoro e della Sviluppo Economico, al ministero dell’Interno e a quello delle politiche agricole ed è stato delegato a rispondere il dicastero di Luigi Di Maio. Chiaramente, ci auguriamo che la risposta arrivi presto e sia chiara.

Il dispositivo riprende l’inchiesta sul caporalato a Monteverdi Marittimo e Pomarance che aveva portato ad arresti da parte dei carabinieri del nucleo dell’ispettorato del lavoro. Quella del caporalato non è una vicenda che possiamo ascrivere solo al Mezzogiorno d’Italia ed è proprio per questo che l’interrogazione mira a comprendere, a beneficio delle comunità di quel comprensorio, se la rete del lavoro agricolo di qualità sia stata effettivamente attivata sul nostro territorio, se la commissione CISOA provinciale sia materialmente all’opera. Parliamo degli strumenti previsti dalla legge 199/2016 e che tentano di prevenire e contrastare il lavoro sommerso in agricoltura. Tale chiarimento è essenziale per rendere giustizia alle imprese, ai lavoratori e alle lavoratrici del territorio, che si impegnano con onestà, dignità e serietà, assieme ad istituzioni e organizzazioni sociali come la Flai Cgil. Allo stesso tempo, il fatto che di tali episodi di caporalato siano rimaste vittime migranti chiarisce il fatto che l’applicazione della Legge Salvini aumenterà in modo imprevedibile il numero di immigrati che, abbandonati in mezzo a una strada senza alcuna prospettiva, rischiano di diventare manodopera a costo zero. Le condizioni in cui erano sfruttate queste persone a Monteverdi e Pomarance parlano da sé: era vero e proprio sfruttamento, autentica schiavitù, indegna per qualsiasi essere umano. Questi sono i risultati del combinato disposto tra l’assenza di tutele nel lavoro ed una gestione disumana dei flussi migratori. Serve l’intermediazione pubblica in agricoltura, l’attivazione effettiva delle rete per il lavoro agricolo di qualità, l’attivazione sociale delle parti in causa nei nostri comprensori. Bisogna lottare contro le nuove schiavitù, per un lavoro tutelato e dignitoso.

Pontedera: sabato 16/02 la presentazione pubblica del libro “Tempo Rubato” con l’autore Simone Fana.

Tempo rubato. Sulle tracce di una rivoluzione possibile tra vita, lavoro e società” (Imprimatur, 2018) è una monografia del giovane economista Simone Fana.

Fana ha scritto per riviste e settimanali come Internazionale, Left, Sbilanciamoci.info, Il Corsaro su tematiche legate al mercato del lavoro e alla riduzione dell’orario. Ha pubblicato per Editori Laterza la postfazione, insieme a Marta Fana, al Manifesto per il reddito di base a cura di Federico Chicchi ed Emanuele Leonardi.

La presentazione, organizzata da Sinistra Italiana nei locali della libreria Equilibri a Pontedera (via Lotti 15), si svolgerà sabato 16 febbraio alle ore 16:00.

Sarà presente l’autore stesso, con cui dialogheranno il prof. Mauro Stampacchia, studioso di storia del movimento operaio e già ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Politiche – Università di Pisa, e Tania Benvenuti sindacalista della camera del lavoro della CGIL di Pisa.

La presentazione è organizzata nei locali della magnifica (e gentilissima ♥) Libreria Equilibridi Pontedera! Qui l’evento facebook di riferimento.

Caporalato in Alta Val di Cecina: è urgente una risposta politica.

Un triste primato per la nostra provincia e per il comprensorio della Val di Cecina. Come da recenti notizie di stampa, i carabinieri del Nucleo dell’Ispettorato del Lavoro hanno condotto in porto lunghe indagini, al termine delle quali hanno denunciato due imprenditori agricoli per «sfruttamento delle condizioni di bisogno personali dei lavoratori» e per sfruttamento di manodopera clandestina. Gli sfruttati in questione erano braccianti provenienti da Paesi non comunitari, costretti a svolgere sino a 12-14 ore di lavoro al giorno, senza tutele, senza alloggi dignitosi. Pulivano stalle, raccoglievano frutta. Dormivano in stalle, nei territori dei Comuni di Monteverdi Marittimo e Pomarance. Uno dei braccianti sfruttati era stato reclutato in provincia di Livorno, in un centro di accoglienza per rifugiati. Abbiamo allertato, su tale vicenda, il segretario nazionale di Sinistra Italiana, deputato Nicola Fratoianni. Auspichiamo che l’aumento del personale messo a disposizione degli ispettorati del lavoro e dell’INPS, annunciato dal ministro Di Maio, produca i suoi effetti in termine di prevenzione e controllo. Ha ragione la deputata Cenni (PD): sostenere le imprese che erogano lavoro dignitoso in agricoltura è decisivo ed importante. Allo stesso tempo, tuttavia, è decisivo il controllo del territorio da esercitare con la mobilitazione delle organizzazioni sociali. La legalità democratica si salva quando si conferisce a tutti i lavoratori e le lavoratrici, anche se occasionali, del comparto agricolo parità di accesso alle offerte lavorative, tutele e dignità. Rileviamo che, ancora una volta, Ziello e la Lega hanno perso una buona occasione per dire qualcosa di sensato, preferendo il solito e ormai stucchevole assalto all’immigrazione. Come abbiamo proposto in molti consigli regionali, solo un sistema di collocamento pubblico impedisce ai cosiddetti “caporali” di reclutare, organizzare e trasportare forza lavoro sfruttata. Combattere lo sfruttamento, infatti, fa bene a tutta la società, integra nel comparto agricolo operatori tutelati e produce effetti positivi sul territorio. È possibile migliorare le forme di intermediazione pubblica, moltiplicare le intese tra Regione, Guardia di Finanza ed INPS, in modo tale che la filiera dell’agroalimentare non presenti nuove forme di schiavismo e che tali dispositivi migliori l’efficacia della legge contro il caporalato, attualmente non applicata in modo rigoroso ed uniforme sul territorio. Ringraziamo le forze dell’ordine e gli inquirenti per questa importante attività di controllo della legalità, esercitata con rigore e discrezione. Auspichiamo che le forze produttive della Val di Cecina, i tanti imprenditori coscienziosi e onesti, le istituzioni locali, le organizzazioni politiche e sociali vogliano esprimere parole chiare, contro il caporalato, per il lavoro buono e dignitoso.

Rotte dell’Europa, seconda tappa: lavoro, automazione, redistribuzione, reddito.

Il percorso Rotte dell’Europa a cura della federazione provinciale di Sinistra Italiana prosegue con una seconda tappa.

Dopo il dialogo su sovranità, democrazia e finanza, è la volta di un confronto pubblico relativo all’innovazione degli strumenti di produzione, al loro impatto nel contesto delle relazioni di lavoro e della distribuzione del reddito. L’appuntamento è per mercoledi’ 23 gennaio alle ore 21:15 presso i locali del circolo ARCI Rinascita in via del Borghetto 37/39 (Pisa). I relatori della serata saranno Mario Morroni e Simone D’Alessandro del dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, Sandra Burchi ricercatrice indipendente in sociologia, collaboratrice della redazione della rivista scientifica femminista DWF.

Per il lavoro, l’energia rinnovabile, l’ambiente: Sinistra Italiana il 1° dicembre a Larderello.

Sabato 1 dicembre si svolge a Larderello una manifestazione centrale per il  lavoro nel comprensorio dell’alta val di Cecina, ma soprattutto per un’idea di sostenibilità delle energie e dello sviluppo. Sinistra Italiana aderisce all’iniziativa ed esprime il proprio sostegno.

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Solidali con lo sciopero dei lavoratori dei servizi esternalizzati SNS e Sant’Anna.

Siamo solidali con i lavoratori e le lavoratrici dei servizi di portineria, mensa, pulizia e biblioteca della Scuola Normale Superiore e della Scuola Superiore Sant’Anna. Si tratta di servizi esternalizzati, soggetti ad un capitolato d’appalto ove, malgrado le rassicurazioni dello scorso anno della parte datoriale, non appare la clausola di salvaguardia occupazionale (“clausola sociale”) prevista dal CCNL di riferimento del comparto. Fare riferimento alla sola normativa vigente significa applicare il Jobs Act, rendere insicuro il lavoro e instabile la vita delle persone. La mobilitazione, convocata da Filcams CGIL e Cobas Lavoro Privato, segue oltre un anno di vertenza sostenuta anche da appelli del personale interno della Scuola Normale Superiore e si poggia sul bisogno, da parte di circa 200 lavoratrici e lavoratori degli appalti, di ottenere concreto riconoscimento. Assimilare tali servizi in appalto a quelli essenziali – come quelli ospedalieri – costituisce un errore, funzionale a restringere il diritto di sciopero e di mobilitazione. A tale condizione si associano i ritardi nei pagamenti degli stipendi al personale delle mese e ad ordini di servizio del personale delle biblioteche che allungano i tempi di lavoro sino ad 11, se non proprio 12 ore di lavoro.
L’agitazione collettiva ha visto la partecipazione di allievi e dottorandi e si è svolta prima della celebrazione dei 208 anni dalla fondazione della Scuola Normale: segno della richiesta pubblica di attenzione che le parti sociali chiedono ai vertici istituzionali. Entrambe le Scuole hanno ricevuto ulteriore attestazione del proprio straordinario livello formativo con l’inserimento nei primi 200 posti della classifica internazionale Higher Education World University Rankings 2019.
A tal proposito ricordiamo come l’eccellenza sia il prodotto di numerosi fattori: produzione scientifica, spazi per la formazione e lo studio, disponibilità di fondi pubblici, qualità del lavoro dell’intera comunità accademica. Sollecitiamo proprio su questo una risposta delle Scuole, protagoniste della federazione con lo IUSS di Pavia: se la qualità del lavoro è un parametro per l’eccellenza, è giusto rispondere alle sollecitazioni che questi professionisti stanno svolgendo, ormai, da diverso tempo. Riconoscere dignità al lavoro dei servizi in appalto, inoltre, significa evitare che quasi 200 persone finiscano in un limbo in cui la vita materiale diventa instabile, precaria. Riteniamo altresì che tale vicenda possa costituire, come avvenuto per altre Università e per numerose istituzioni pubbliche, un elemento per ripensare il rapporto con i servizi esternalizzati: non si tratta di figure occasionali degli Atenei, ma persone che costituiscono riferimenti essenziali per l’attività ordinaria di docenti, ricercatori, assegnisti, dottorandi e allievi, di accademici invitati dall’estero e dall’Italia.
Noi non siamo indifferenti alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, che sosterremo nelle piazze e in ogni sede istituzionale possibile, con spirito di solidarietà piena e con l’auspicio dell’unificazione delle lotte sociali di tutti i soggetti privati di dignità nel lavoro.

Il 6 ottobre in piazza assieme ai professionisti dei beni culturali.

Sabato 6 ottobre le lavoratrici ed i lavoratori del mondo della cultura scenderanno in piazza a Roma. L’iniziativa è promossa dalla rete sociale Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali” e, anche a Pisa, vede un impegno rilevante da parte di appassionati operatori ed operatrici.

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