Per l’obbedienza costituzionale, per la disobbedienza al decreto Salvini.

Sindaci come Leoluca Orlando, Luigi De Magistris e Lorenzo Falchi stanno realizzando atti di piena obbedienza costituzionale, di pari passo con una seria e concreta disobbedienza civile. Sosteniamo la loro iniziativa e confido che siano numerosi e numerose gli amministratori della nostra provincia interessati a replicare, in forma pubblica, le loro iniziative. L’applicazione del DL 113/2018, divenuto la legge n. 132 del 1° dicembre 2018, offende i diritti fondamentali della persona, in particolare in riferimento alla procedura di iscrizione della residenza anagrafica. Sinistra Italiana sosterrà, ad ogni livello, in Italia e nel nostro territorio, tutte quelle iniziative che aprano conflitti reali contro un provvedimento liberticida e razzista. Ogni sfregio alle libertà costituzionali è uno sfregio all’ordine repubblicano, base per la solidarietà sociale e la convivenza civile per ogni cittadina e cittadino, più o meno straniera o straniero. Siamo consapevoli del fatto che il cosiddetto “decreto Salvini” è solo l’ultimo figlio di una cultura securitaria che ha avuto nei decreti Minniti-Orlando tristi antesignani. La creazione di sacche di esclusione e diritti negati, proprio nelle nostre città, deve tuttavia rendere gli spazi urbani i terreni privilegiati per una rinnovata resistenza con ambizione maggioritaria. La legge approvata, infatti, contrasta con l’art. 26 della Convenzione di Ginevra e col dettato costituzionale, oltre che con l’articolo 2 della L.1228/1954 (c.d. Legge Anagrafica), la quale prevede che l’iscrizione anagrafica, oltre che diritto, costituisca anche un dovere a cui sia il cittadino che lo straniero sono chiamati ad ottemperare. In tal senso, noi auspichiamo che sindaci, amministratori ed amministratrici comunali della nostra provincia, vogliano recepire la proposta di resistenza di associazioni di giuristi come Alterego – Fabbrica dei Diritti: riconoscere il diritto soggettivo dell’iscrizione all’anagrafe, istituendo albi per l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, comprendenti sia coloro che sono in attesa della pronuncia della Commissione Territoriale sia coloro che non hanno ancora ottenuto un provvedimento definitivo nell’eventuale ricorso giurisdizionale proposto. Nel caso dei Comuni della nostra costa toscana, inoltre, auspichiamo la messa a disposizione dei porti e degli approdi per le imbarcazioni che, rispettando la legge del mare e dell’umanità, come nel caso della nave Mar Ionio del progetto Mediterranea Rescue, trasportano famiglie intere, persone sofferenti, novelli Cristi cui rivolgere quella solidarietà troppo spesso, in questo periodo, legata alla sola retorica natalizia. Il nostro invito è chiaro e pubblico, per l’obbedienza costituzionale, per la disobbedienza verso quei principi immorali e sbagliati, che amplificano il clima di razzismo ed intolleranza nelle nostre comunità.

La stagione del bastone, a Pisa e non solo.

Tre eventi, avvenuti tutti nello spazio di pochi giorni, con una cultura molto simile.

Il 1° settembre Matteo Salvini firma una circolare ministeriale durissima. Con l’intenzione di aggiornare il testo dello scorso anno firmato dall’allora ministro Minniti, il capo della Lega trasforma la strategia del “bastone e carota” del dicastero a guida Dem nella strategia del “bastone e basta”. Non è più una priorità il censimento degli occupanti o la ricerca preliminare di alternative. L’interesse primario che i Prefetti sono chiamati a difendere è il diritto di proprietà, secco, senza interrogarsi sul fatto che ci sono immobili tenuti sfitti e inutilizzati da proprietari che hanno molto: 

la vulnerabilità o la condizione di marginalità degli occupanti, se avanza tempo, sono analisi rinviate a dopo lo sgombero. I Prefetti potranno fare tutto questo senza riunioni preventive degli appositi comitati, senza il raccordo con gli Enti Locali: tutto nel segno degli uomini forti, soli al comando.

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Alla prova della crisi, anche in Toscana restano le disuguaglianze.

Sinistra Italiana commenta il rapporto IREF presentato alla festa provinciale e regionale delle ACLI, a San Piero a Grado (Pisa). “Secondo la valutazione IREF il modello toscano, nel complesso, dimostra di attutire i colpi della depressione economica. Alla prova della crisi, tuttavia, sul terreno restano forti disuguaglianze e disparità di reddito. In Toscana, tra 2008 e 2015, la forbice tra redditi superiori a 120 mila € e redditi inferiori ai 10 mila € annui si è allargata del 6,7%, in misura superiore di due punti alla media nazionale.
Per Ettore Bucci, segretario di Sinistra Italiana, la radice di tale contesto si ritrova “in politiche del lavoro che hanno incentivato la flessibilità o le esternalizzazioni a discapito della stabilità e della gestione diretta da parte pubblica, che hanno aumentato la precarietà stessa della vita a discapito dei diritti. Come ha denunciato anche Federconsumatori, infatti, la mancanza di un reddito continuo ed una qualità scadente del lavoro incidono nelle cure sanitarie, nell’alimentazione, nell’acquisto di beni e servizi. Da qui il bisogno di un’inversione di tendenza”. A detta dell’esponente di SI “è da tale contesto socio-economico che emergono rabbia, sfiducia verso la politica e verso gli stessi sistemi di rappresentanza democratica, disillusione per il ruolo delle istituzioni; non ci si può lamentare di un indefinibile *populismo*, non ci si può appellare alla calma contro l’arrivo dei *barbari* se si è prodotto uno sfacelo. Per questo, a Pisa, pur fuori dal consiglio comunale, ci impegneremo perché la parola *sicurezza* corrisponda alla cura dell’esistenza, dei diritti, della vivibilità nei quartieri attraverso la salute e l’inclusione”.
Bucci coglie l’occasione per “ringraziare le ACLI provinciali e regionali, ed in particolar modo il presidente pisano Martinelli, per tornare a mettere all’attenzione pubblica il tema della qualità del lavoro, come fatto nei mesi passati da CGIL, Caritas, sindacati di base. Da parte delle organizzazioni sociali c’è una seria richiesta di presa in carico della materialità della vita: è un tema su cui non solo qualsiasi nuova amministrazione comunale a Pisa, ma soprattutto le forze politiche devono esprimere un punto di vista”.

Ballottaggio a Pisa: se si cercano i voti di sinistra, si dicano cose di sinistra!

Il ballottaggio del 24 giugno è momento decisivo per il futuro della città.
Due poli, equivalenti per forza elettorale, si contenderanno la guida dell’amministrazione per i prossimi cinque anni.
Il centrodestra di Michele Conti, con l’OPA della Lega di Ziello e Ceccardi, e il centrosinistra di Andrea Serfogli. Sinistra Italiana ha riscosso un risultato insoddisfacente, amaro, insufficiente per disporre di una rappresentanza in consiglio comunale. Non abbiamo lezioni da dare né accordi politici da fare, ma non ci dimettiamo dall’essere voce politica collettiva in città.

L’appuntamento del 24 giugno non ci vede indifferenti e crediamo sia compito di una forza politica proporre un punto di vista.

Noi non ci siamo riconosciuti nella visione della città proposta da Michele Conti e da Andrea Serfogli. Siamo tuttavia consapevoli del rischio di una deriva razzista e duramente di destra per la politica cittadina: crediamo che sia importante fare ogni cosa possibile per arginare questa deriva.

Crediamo, consapevoli e rispettosi della libertà di scelta dei singoli elettori, che se il candidato del centrosinistra intende proporsi almeno come votabile in un ballottaggio – estrema semplificazione di un confronto politico – egli debba dare concreti segnali. Segnali chiari per gli elettori e le elettrici di sinistra, per quel 42% di astenuti, per coloro che hanno votato il Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche per poi non votare il 10 giugno. Segnali che siano qualcosa di più consistente di un apparentamento con le liste di Antonio Veronese e Maria Chiara Zippel, apparentamento che non si può spiegare con la mera logica dell’apertura al civismo. Quale civismo? Con quale prospettiva di città? Con quale contenuto? Col peso di quel tema “sicurezza” divenuto mix insensato e sbagliato che confonde gestione dei migranti, ordine pubblico e problemi dello spaccio, vita serale dei giovani, igiene e decoro urbano?

È dalla coltivazione di questo mix che si apre la strada alla destra: su tali argomenti, ancora oggi non ci sono parole controcorrente. Noi chiediamo che il candidato del centrosinistra si esprima con chiarezza su questi temi ed esprima una visione della sicurezza che si smarchi dalla confusione autolesionista prodottasi nelle settimane di campagna elettorale: criticando il DASPO, strumento totalmente inutile rispetto all’ordine pubblico, a differenza di quella lotta senza quartiere allo spaccio cui le forze di pubblica sicurezza devono dedicarsi, o distinguendo con forza i temi dell’ordine pubblico dal decoro del mobilio urbano dalla presenza dei giovani nella vita serale cittadina.

Se si vogliono i voti dei cittadini e delle cittadine di sinistra, si dicano cose di sinistra: sul contrasto all’impoverimento, sulla programmazione della mobilità gentile, su piccole opere di quartiere, sulle culture e l’associazionismo, sul nesso tra saperi e cittadinanza, sul ruolo dei giovani e dei cittadini che si affacciano per la prima volta al voto, sull’inclusione dei migranti, sul diritto ad una cittadinanza sociale, sull’incentivo (fiscale e politico) agli spazi sociali come circolo ARCI, ACLI e case del popolo.

Il senso di responsabilità di chi andrà comunque a votare al ballottaggio, contro le destre razziste e demagogiche non può essere dato per scontato.

La città si cura: le nostre proposte sulla sicurezza

Nei giorni scorsi, la nostra candidata sindaca Simonetta Ghezzani, col contributo dei nostri candidati e del nostro partito, ha offerto al SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori della Polizia) pisano una serie organica di risposte al loro questionario per i candidati a sindaco. Si tratta delle proposte e delle riflessioni con cui concepiamo, come Sinistra Italiana, il diritto alla sicurezza in termini organici. Vi auguriamo una buona lettura: segnaliamo (sotto le domande in grassetto) le proposte di SI e della nostra candidata!

Caro futuro Sindaco, chiunque tu sarai, avendo ascoltato con attenzione le dichiarazioni di questi giorni ed appurato che, tra le primissime priorità del tuo programma, al primissimo posto c’è la sicurezza della città, ho la necessità di chiederti: anche tu, come il signor Ventura, ritieni indispensabile e improcrastinabile il trasferimento della Questura dall’attuale sede in piazza Vittorio e trasformarla in un simbolo? O ritieni che la sicurezza sia una cosa seria che, al di là degli slogan per racimolare voti tra i residenti e commercianti della zona stazione, necessiti invece di un’analisi attenta e finalizzata a soluzioni a medio e lungo termine? E in futuro proporrai il trasferimento di una Questura per tutte le altre zone bisognose di sicurezza come Cisanello, Sant’Ermete, Riglione, Putignano etc. etc.?

La sicurezza è un bene primario che deve essere garantito. Il primo problema è capire quale sia il contributo che l’amministrazione comunale e il sindaco possono dare su questo terreno. Noi continuiamo a pensare che si debbano rispettare le competenze di ciascun soggetto coinvolto e che la “sicurezza integrata” così come i Patti per la Sicurezza possono funzionare se ciascuno fa il suo. Noi abbiamo un deficit di conoscenza: sappiamo quanti sono i vigili urbani ma siamo all’oscuro di quale sia la consistenza degli altri corpi. La prima cosa che vorremmo è conoscere quali sono le forze in campo e quale sia la loro operatività. Continuo a chiedermi perché alla stazione ci stia una camionetta dell’esercito a presidiare con regole di ingaggio che ne impediscono l’operatività, affiancata da una unità di altro corpo (l’ultima volta c’erano i carabinieri, anch’essi parcheggiati sotto le logge della stazione). Non vi è un uso poco efficiente di risorse? Un anno fa il questore Francini promise a Confcommercio un presidio più dinamico dell’area. Vorrei capire se questa diversa modalità di intervento ha dato frutti. Vorrei capire meglio quali siano le condizione per rendere più efficiente ed efficacie il lavoro delle forze di polizia. E’ sostenibile il decentramento nelle periferie? Per parte nostra crediamo che debba essere garantita la presenza dell’amministrazione nelle periferie in termini di squadre per le piccole manutenzioni e la pulizia, mercati di quartiere, interventi per sostenere i negozi di vicinato, iniziative socio culturali, sostegno attivo alle associazioni e ai presidi che tengono vivi i territori, trasporti pubblici efficienti, lotta alle case sfitte. presidio attivo per intercettare i consumatori di sostanze e sostenerli con interventi sociosanitari.

Caro futuro Sindaco, considerato che una volta eletto sarai il sindaco di tutti e non solo di quelli che ti hanno votato, a nome del sindacato di Polizia, S.I.U.L.P.-PISA, il primo sindacato, fatto di donne e uomini cittadini con diritto di voto, ti chiedo: – quale è la tua posizione in termini di DASPO Urbano?  -opterai per un allargamento di esso? – investirai in video sorveglianza ed illuminazione per rendere più vivibili e fruibili le zone che oggi appaiono quasi desertificate e/o degradate?

Siamo contrari ai DASPO urbani. Li troviamo una misura che, come dicono molti, combatte i poveri e non la povertà. Crediamo che debbano essere fatti investimenti per combattere lo spaccio e la criminalità. Ci risulta che alla fine di marzo dei 29 provvedimenti la maggior parte erano per ubriachezza molesta e comportamenti indecorosi. Dove saranno andate queste persone? Le politiche di allontanamento non si interrogano mai su dove andranno le persone “daspate”. Gli investimenti debbono essere fatti sulla illuminazione e sul presidio sociale e culturale del territorio. Via i casermoni vuoti, maggiore controllo sulle attività commerciali. Confronto stretto con la cittadinanza. Si deve intervenire per costruire reti sociali che rappresentino una sponda per tutte e tutti, a partire dai tanti anziani soli.

Caro futuro Sindaco, ritieni possibile assumere vigili urbani in modo da intervenire fattivamente, più di quanto è stato fatto negli ultimi anni, per combattere il degrado urbano? disporrai un servizio più qualitativo presso la zona stazione onde trovare una vera soluzione da anteporre alle proposte improponibili e propagandistiche del Signor Ventura? E di fronte agli eventi che stanno più a cuore ai cittadini, ad esempio Movida e Canapisa, al di là di uno scarica barile nei confronti delle Forze di Polizia, ti adopererai per soluzioni concrete assumendoti le responsabilità che si richiedono ad un sindaco di tutti i cittadini o ti arroccherai in scelte di una politica autoreferenziale e fine a stessa?

Noi pensiamo che si debbano attivare tutte le forze della città per trovare soluzioni condivise basate sull’ascolto e il rispetto reciproco. Ognuno deve fare la sua parte. Purtroppo ci scontriamo con norme che hanno depotenziato la funzione degli enti locali. Sul piano del commercio, ad esempio, i comuni non possono più programmare funzioni e attività. Al sindaco viene potenziata la funzione di emettere ordinanze. ma non è con le ordinanze che si governa la città. Rapporto con le comunità straniere, con i sindacati studenteschi, con i comuni dell’aera vasta, con le tre università, con le associazioni di categoria e i cittadini. Noi abbiamo proposto la figura del sindaco della notte per costruire una figura di riferimento in grado di coordinare tutte queste istanze e presidiare costantemente il problema. Su Canapisa: occorre un dialogo con gli organizzatori. Poi le manifestazioni son tutelate dalla nostra costituzione. E noi siamo per il pieno rispetto della carta costituzionale

Caro futuro Sindaco, non ti sarà sfuggito come negli ultimi tempi si siano intensificati reati nei confronti delle attività commerciali e chissà se starai pensando, una volta eletto, a rivedere la limitazione al traffico per certe zone, che se da un lato risulta necessaria, per altri aspetti ha finito anche involontariamente per creare difficoltà a quegli stessi commercianti, che in questi giorni dichiari di voler aiutare, ma che ad oggi registrano guadagni ridotti e zone più vulnerabili.

Noi pensiamo che il traffico automobilistico aumenti il degrado, non lo prevenga. Sono le persone che attraversano le strade e i luoghi che sono presidio di sicurezza. Gli spostamenti a piedi e in bicicletta, le strade illuminate e accoglienti. Le animazioni di strada e la presenza delle forze dell’ordine operativa.

Un osservatorio sulla sicurezza con la partecipazione delle rappresentanze sindacali di polizia, non alternativo al Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, forse potrebbe esserti di aiuto.

Certamente sì

Caro futuro Sindaco, sempre in questo viaggio di riflessione mi viene spontaneo chiederti se riterrai necessario rivedere la questione dei “bancarellai” di Piazza dei Miracoli in un’ottica di lotta all’abusivismo e se riterrai, in termini di degrado urbano, intervenire con soluzioni più coraggiose su alcune attività insistenti sulla zona stazione o in termini di chiusura, se la norma te lo consente, o in alternativa volte a chiedere, ai proprietari di quelle particolari attività, un contributo in termini di sicurezza.

La questione bancarellai per noi si risolve con l’apertura dell’UMI 1 del Santa Chiara. Noi ci batteremo con forza perché questa sia una soluzione percorribile in tempi brevi, richiedendo ancora lo stralcio di questa area dalla vendita complessiva del Santa Chiara. Non ci sfugge tuttavia che l’atteggiamento di tanti esercenti nei confronti del Duomo sia di fare cassa facilmente. C’è poca attenzione al decoro e alla qualità dei servizi. Nel parcheggio retrostante la piazza i servizi igienici sono fuori servizio. C’è bisogno di una riqualificazione complessiva della proposta

In ultimo, auspico di poter assistere ad un tuo procedere in discontinuità con quanto accaduto in questi ultimi anni in relazione ai problemi sociali e sulle politiche della casa, e spero che non ti trincererai anche tu nell’affrontare consigli comunali accesi con richieste di impiego di ingenti forze di polizia sotto il comune, che di contro potrebbero essere impiegati per altre attività.

Senza dubbio. Quando per risolvere i conflitti politici e sociali ci si schiera dietro e forze dell’ordine si è già perso. I conflitti e la rabbia di chi ha perso tutto vanno intercettati, bisogna dialogare e trovare soluzioni perché la casa comunale è la casa di tutti e di tutte. Le forze dell’ordine vadano a perseguire la criminalità, non devono proteggere il sindaco dai disperati. Questo è davvero indecoroso!

Caro futuro Sindaco, non voglio rubarti altro tempo e spero che con lo stesso garbo (se non è apparso così ti chiedo scusa) troverai il tempo per rispondermi a partire dalla questione trasferimento Questura, perché come avrai letto è in corso di programmazione una manifestazione con il coinvolgimento delle altre strutture provinciali della toscana e di quanti si schiereranno al nostro fianco per avversare l’improponibile proposta del Consigliere Ventura, al quale nell’occasione ricordiamo anche come la promessa del Ministro Minniti di inviare 10 poliziotti a Pisa, sebbene le assegnazioni siano avvenute da tempo, ancora non si sia realizzata.

Sul mancato invio dei 10 poliziotti promessi ci impegniamo a coinvolgere i nostri parlamentari. Vi saremmo grati se voleste al proposito fornirci elementi utili a disporre un’iniziativa parlamentare. Sulla dislocazione della questura ci affidiamo alla vostra competenza. Non c’è niente di peggio che non saper ascoltare.

Nel ribadire che la sicurezza è una cosa seria, anche a telecamere spente, Caro futuro Sindaco, ti auguro buon lavoro.

Buon lavoro a voi tutte e tutti, grazie per il vostro servizio alla collettività.